Contenzione ortodontica

Se un trattamento ortodontico è finito, perché devo portare la “contenzione”?

In odontoiatria l’ortodonzia è un campo particolare, anche per quanto riguarda la durata delle cure.

Un trattamento ortodontico non viene completato nel giro di pochi giorni o di poche settimane, anzi, spesso può durare mesi e a volte anni, soprattutto quando parliamo di una cura che si applica a pazienti in crescita quindi a persone che cambiano enormemente nel fisico e nella psiche durante tutta la cura.

Come in qualunque terapia medica, anche in ortodonzia si raccolgono tutti i dati necessari per la valutazione del paziente e in seguito si formula una diagnosi e si stabilisce una prognosi. In altre parole si informa il paziente (o i genitori nel caso di un minore), di che cosa succederà se deciderà di non curarsi.

A questo punto si propongono al paziente
uno o più piani di cura, volti ad ottenere un risultato sia funzionale che estetico (se vi ricordate, abbiamo parlato spesso di come le due cose sono molto legate tra di loro).

Sia i bambini che gli adulti (questi ultimi in misura minore) durante e dopo il trattamento ortodontico subiscono dei cambiamenti. Crescita, maturità e invecchiamento sono fasi della vita durante le quali la nostra struttura fisica cambia enormemente, spesso senza che noi ce ne rendiamo pienamente conto.

Nell’esperienza comune ci accorgiamo che qualcosa è cambiato quando quei pantaloni che ci stavano così bene a vent’anni, a quaranta non ci entrano più. In questo caso pensiamo subito di aver messo su qualche chilo, ma non è solo questo, perché
anche lo scheletro si rimodella, e le nostre ossa cambiano forma durante tutta la vita.

Con l’ortodonzia noi interveniamo sulla posizione dei denti che trovandosi all’interno delle ossa mascellari, mediante il nostro trattamento, vengono modificate a loro volta.

Capite quindi che le variabili in gioco durante un trattamento ortodontico sono tante e hanno a che fare con la crescita delle ossa facciali ma anche con le caratteristiche muscolari del paziente.

Nel momento in cui consideriamo i muscoli, le cose si complicano ancora di più. Il muscolo è la componente funzionale del nostro organismo. Mangiare, parlare e sorridere è possibile grazie ai muscoli, e il loro equilibrio è alla base di una crescita armonica che influirà sulla stabilità del risultato che otterremo alla fine del nostro trattamento.

Raggiungere questo equilibrio non è facile né scontato e per questo l’ortodontista spesso si affianca ad
altri specialisti per migliorare l’efficacia della terapia.  Così entrano in campo logopedisti e fisioterapisti. Questi specialisti sono importanti perché una malocclusione può essere l’espressione di un’alterazione funzionale più importante.  Questa deve essere intercettata per tempo perché bisogna sempre ricordarsi che si cresce una volta sola ed è bene farlo nel modo migliore possibile.

Per tutti questi motivi, cioè per la
complessità delle variabili che possono influenzare la crescita, la funzione e anche l’invecchiamento, viene sempre consegnato un apparecchio di contenzione alla fine del trattamento stesso.

L’ortodontista prescriverà come e per quanto dovrà essere indossato, con l’importantissima funzione di
assicurare la stabilità della cura nel tempo.

Con tutta la fatica che avete fatto per raddrizzare quei denti, per avere un bel sorriso ed una bocca che funziona,
davvero quel piccolo apparecchio di contenzione non volete portarlo?

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